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François dal promontorio
Giovanni Retrosi

Titolo: François dal promontorio
Autore: Giovanni Retrosi
Genere: romanzo
Casa editrice: CTL (Livorno)
Data di Pubblicazione: 30 agosto 2019
Formato: cartaceo, ebook
Pagine: 236

Dopo aver toccato il fondo, la parabola verso l’abisso stava lentamente risalendo, regalandogli un nuovo entusiasmo, una nuova ragione di vita

Durante la primavera del 1944, sulle coste della Normandia, mentre gli Alleati si apprestano a sferrare il colpo decisivo contro la Germania nazista, un bambino francese di nome François stringe una salda amicizia con un soldato tedesco, Frederick Hosenfeld.

Quest’uomo, dall’animo travagliato e mosso dal solo desiderio di darsi alla fuga, abbandonerà il torpore emotivo che da sempre lo accompagna, proprio grazie all’incontro con il piccolo François, che riuscirà a riportare amore e fiducia nella sua vita. Frederick cercherà in tutti i modi di riscattarsi dando un senso a quei tragici giorni, ma inconsapevolmente troverà proprio nella guerra le risposte alle sue domande.

Altri personaggi nel corso della storia intrecceranno la loro vita con quella dei protagonisti e alcuni di essi si ritroveranno a dover decidere se fare onore alla divisa che indossano o seguire il senso morale.

Amicizia, amore, riscatto, prenderanno il posto dell’egoismo, del valore e della gloria, lasciando la guerra sullo sfondo per far emergere con forza l’infinito coraggio di un uomo e di un bambino.

Questa è la storia di un’amicizia e di una rinascita, proprio negli anni della distruzione. Siamo in Normandia, nel 1944, quando il piccolo François conosce Frederick, un soldato tedesco, colui che dovrebbe rappresentare il nemico. Tra loro nascerà un rapporto d’affetto, destinato a riempire le pagine vuote della loro vita. Quella pagina strappata dal destino del bambino e volata via, chissà dove… forse proprio sul promontorio dove ha incontrato il soldato, dove va cercando il profumo della madre morta prematuramente con il padre, in un tragico incidente stradale. Quella pagina vuota della vita di Frederick, che avrebbe dovuto narrare di famiglia, di focolare domestico e sentimenti d’amore. Ma c’è spazio per l’amore in tempo di guerra?

 

François ha solo sei anni quando, in piena solitudine, si reca sul promontorio adiacente alla spiaggia di Arromanches, presidiata dai soldati tedeschi. È un bambino allegro, curioso e fiducioso, nonostante viva in un paese occupato e sia rimasto prematuramente orfano. La sua gioia infantile è, di tanto in tanto, offuscata dall’assenza di ricordi della madre. L’unica sua reminiscenza è un profumo, simile a quello del mare, che ritrova ogni volta che si reca sul promontorio.

François é accudito con amore dalla zia Katia, insegnante quarantenne, rimasta sola dopo la partenza del figlio chiamato alle armi. È una donna forte ed indipendente, ha allevato il proprio figlio da sola e sta crescendo il nipote con la dedizione di una madre. Frederick è un soldato tedesco, che conosce François sulla spiaggia, nei pressi dei bunker del suo esercito, e stringe amicizia con lui. Questo legame gli fa desiderare ciò che non ha mai avuto: il calore di una famiglia. Frederick rappresenta l’emblema di ciò che la guerra può fare dell’anima e del corpo di una persona.

Durante il primo conflitto mondiale, era stato ferito e, una volta tornato dal fronte, si era ritrovato a fare i conti con una forte dipendenza da morfina, sostanza usata come terapia per il dolore. Da allora, l’unico scopo della sua esistenza, diventa procurarsi qualsiasi tipo di sostanza che lo aiuti a sopravvivere, a calmare le crisi di astinenza. Diventa un uomo subdolo e spregevole, pronto ad approfittarsi delle debolezze altrui per ricavarne un tornaconto personale.

conosceva troppo bene le debolezze degli uomini, sapeva perfettamente quali tasti premere a seconda del soggetto che si trovava di fronte. Era un esperto nel trovare il punto di rottura di ogni persona e, una volta aperto il varco, era semplice far diventare la debolezza altrui il suo maggiore punto di forza

È una persona sola che non ha nulla da perdere, nessuno a cui scrivere, non un dolce pensiero nel quale rifugiarsi, non una cara immagine da custodire nel taschino. Egli prova pena e disprezzo per se stesso. Ma per chi o per che cosa dovrebbe cambiare? Sarà l’incontro con François a fargli pensare di esser forse destinato ad un’altra vita e, per esserne degno, deve tornare alle origini, a quando aveva ancora la stessa innocenza di quel bambino francese, per poter riscrivere la sua storia.

Per un attimo credette davvero di essere migliore, migliore di come non era mai stato. Forse per la prima volta, aveva fatto qualcosa di buono avvertendo, inaspettatamente, un brivido sconosciuto nascere dentro di sé

La narrazione è scorrevole ed interessante, in quanto mai monocolore; questo perché i personaggi sono molto diversi tra loro, ognuno con uno proprio di colore. L’azzurro dell’infanzia per François, il rosso cremisi per Katia, che va accendendosi di toni vermigli quando l’amore si fa spazio nel suo cuore, il grigio di Frederick, che viene via via pulito dalla purezza dei suoi sentimenti, ritornando al bianco originale.

Silvanino il bambino salvato dai tedeschi a Montecassino - itCassinoLa degna cornice di questo piacevole quadro è costituita dalle descrizioni del paesaggio, decisamente fedeli alla realtà di quei luoghi meravigliosi e suggestivi.

Può il seme dell’amore germogliare in un terreno tanto inospitale? Questo è il tema principale del romanzo. Si parla di amore genitoriale, fatto di trepidazione e sacrificio; dell’amore maturo di coppia, caratterizzato dalla comprensione, fiducia e accettazione dell’altro; dell’amore per la giustizia, anche a scapito dei propri ideali.

Ho trovato questa lettura molto tenera, dolce ed emozionante. Mi ha riportata indietro di quasi undici anni, quando feci un meraviglioso viaggio in Normandia, proprio nei luoghi dov’è ambientato il romanzo. Vissi quel viaggio con la meraviglia di un bambino alla scoperta del mondo; osservai quei paesaggi con occhi nuovi e fui veramente riconoscente alla vita, che mi offriva l’opportunità di provare l’incanto di quando ero bambina e che temo sempre di perdere, strada facendo.

L’autore mi ha donato gli occhi di François, la vitalità dei suoi sei anni mentre correva sul promontorio a picco sull’oceano, suscitando in me un senso di gratitudine. Ho trovato le descrizioni sensoriali e paesaggistiche molto pertinenti, mi pareva quasi di sentire il profumo salmastro del mare ed il vento sul mio viso, stando seduta sul divano del mio salotto. La storia d’amore è molto dolce, se pur ingenua; il messaggio assolutamente positivo e portatore di speranza.

Cambiare è sempre possibile? L’amore può nascere anche nelle circostanze peggiori e compiere questo miracolo?

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