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Il pianoforte di Einstein
M. Ciardi e A. Gasperini

 Il pianoforte di Einstein. Vite in bilico tra Firenze, Europa e America.
 Marco Ciardi, Antonella Gasperini
 Saggio
 Hoepli
 9 aprile 2021
 cartaceo, ebook
 288

La storia inedita del pianoforte regalato da Einstein alla sorella Maja nel 1931 sullo sfondo dell’Italia fascista. Se gli oggetti potessero parlare, quante storie potrebbero raccontare: le storie delle persone a cui sono appartenuti, ma anche le storie dei tempi da loro attraversati. Quella del pianoforte di Einstein, passato nelle mani del pittore Hans Joachim Staude e ora conservato all’Osservatorio astrofisico di Arcetri, narra una vicenda costellata di avvenimenti a volte meravigliosi, a volte tragici, mai banali.

Un’avventura vissuta a fianco delle vite di molte donne e uomini che hanno dovuto confrontarsi con sfide quotidiane ed epocali, quasi sempre accompagnati da un filo conduttore, la musica, che ha legato le loro esistenze, nel decennio in cui furono promulgate le leggi razziali.

Il libro ricostruisce, attraverso fonti e immagini, il rapporto tra Einstein e l’Italia e soprattutto Firenze, percorrendo la storia d’Italia nel periodo del fascismo tra musica, arte e cultura, ma anche la questione ebraica, la guerra, l’emigrazione negli Stati Uniti.

Penso spesso in musica. Vivo le mie fantasie in musica. Vedo la mia vita in termini di musica.

La musica è stata una delle più grandi passioni di Einstein, una passione talmente forte da spingerlo una volta persino ad intrufolarsi in casa altrui, violino alla mano, mosso dalle note diffuse di un pianoforte in lontananza.

Amava immensamente Mozart perché riteneva che nella sua musica non vi fossero note superflue”, come raccontò una volta a Charlie Chaplin.

Secondo una testimonianza di due suoi amici, immaginando le devastazioni che sarebbero state causate da una guerra atomica, Einstein disse che gli uomini non avrebbero più potuto ascoltare Mozart.

Basta questo per descrivere quanto sia stata importante e rilevante la musica nella vita di questo grande scienziato. Einstein non coltivava in solitaria quest’arte, ma condivideva la passione della musica con amici e parenti, in particolar modo con la sorella Maja.

Ed è proprio alla dolce e intelligente Maja che il fratello regalò, nel 1931, il favoloso Blüthner 51833, più noto come “Il pianoforte di Einstein”.

Marco Ciardi e Antonella Gasperini, in questo saggio, ricostruiscono la storia di questo strumento, realizzato a Lipsia nel 1899 e oggi conservato nell’osservatorio astrofisico di Arcetri.  Pagina dopo pagina, tra fonti bibliografiche e stralci di corrispondenza, raccontano la vita di Einstein e di sua sorella. I loro interessi, i sacrifici, le amicizie condivise, gli affetti più cari.

Maja visse con suo marito nei dintorni di Firenze fino al 1939, quando furono costretti a emigrare negli USA per sfuggire alle leggi razziali. Fu allora che il pianoforte finì nelle mani del pittore Hans Joachim Staude, per poi giungere infine dove si trova oggi.

“Il pianoforte di Einstein. Vite e storie in bilico tra Firenze, Europa e America“ non è da intendere come una biografia di Einstein o di sua sorella, e neanche come l’arida descrizione della vita di uno strumento musicale.

È piuttosto un lungo racconto dettagliato e ricco di curiosità sulla famiglia Einstein. Una famiglia normale eppure così fuori dal comune. Una miscela opportunamente ponderata di vivace intelligenza, ironia, dolcezza e passioni.

Il lettore esperto troverà ugualmente aspetti curiosi nelle vicende raccontate, mentre chi sia digiuno di nozioni sul padre della Relatività avrà modo di conoscere appieno l’Einstein uomo e l’Einstein scienziato. Ma soprattutto avrà l’onore di conoscere meglio sua sorella Maja e il piacere di fare un tuffo nella storia.

Il saggio è ricco di riferimenti musicali, il che potrebbe forse spaventare il lettore con poca familiarità con la musica classica. Tuttavia il tutto è funzionale alla buona riuscita del racconto. D’altronde la musica è il Leitmotiv delle vicende narrate.

Per questo motivo mi sento di consigliare il saggio soprattutto agli appassionati di musica, prima ancora che agli appassionati di Einstein.

La scrittura fluida e le numerose citazioni contribuiscono a rendere la lettura scorrevole e rendono il libro piacevole e apprezzabile anche da un pubblico più vasto.

Conoscevate la storia del pianoforte di Einstein? O magari qualche curiosità su questo grande scienziato?

Buona lettura a chi vorrà!

Gli autori

Marco Ciardi è professore ordinario di Storia della scienza e delle tecniche all’Università di Firenze. È autore di oltre 200 pubblicazioni, in Italia e all’estero.

Antonella Gasperini è responsabile del Servizio Biblioteche, Musei e Terza Missione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica ed è autrice di pubblicazioni sulla storia dell’astronomia.

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