

Quattro donne
Emilio Jona
Memoir
Neri Pozza editore
16 gennaio2026
cartaceo e-book
144
È il 1943 quando i membri della famiglia Jona comprendono che la parvenza di normalità che hanno finora cercato di mantenere rischia di metterli in pericolo. Decidono di entrare in clandestinità; ma non possono farcela da soli, anche perché la madre è gravemente malata. Fidarsi può risultare fatale e gli Jona non possono contare che su di un manipolo di persone. Saranno quattro donne a dimostrare loro una fedeltà e un coraggio tali da renderne imperituro il ricordo. Cecilia è arrivata dal Veneto per occuparsi del più piccolo di casa, Cianino; con sé aveva solo una valigia di cartone e un unico abito, continuamente rammendato. Quel lavoro per lei è vita, ma al putel, come usa chiamarlo, si è affezionata come fosse suo figlio. E da madre si comporta, mentendo e dissimulando pur di metterlo in salvo. Teresa, casalinga, e il marito Fiorenzo, professore di lettere, sono invece i salvatori di Giulio, che nascondono nella loro casa modesta ma allegra. Per il bambino quelli trascorsi con loro sono giorni lieti in un tempo di drammatici abbandoni, finché un delatore rovinerà ogni cosa. Marì, sguardo schietto, voce ferma, dal canto suo si prende cura di Emilio. Lo nasconde in montagna, raccontando poco di sé, della sua infanzia in Brasile proseguita in quella valle ruvida e remota a cui lei tanto somiglia. L’ultima, ma non per importanza, è Delfina, l’impiegata dello studio dell’avvocato Jona che, caricatasi sulle giovani spalle il peso di quella famiglia dispersa, tesse i fili di affetti lontani e li lega saldamente alla propria esistenza.
“Esse sono uscite da tempo dal mondo della realtà per entrare in quello della memoria, della celebrazione e della scrittura” da “Quattro donne” di Emilio Jona
“Quattro donne” di Emilio Jona edito da Neri Pozza, celebra la memoria di quattro figure femminili che ebbero grande importanza nella vita della famiglia dell’autore. Gli Jona erano ebrei residenti nei pressi di Biella costretti alla separazione per potersi meglio nascondere, una volte entrate in vigore le leggi razziali. Il capo famiglia, l’avvocato Alessandro Jona, dovette affidare i propri figli e la sicurezza dell’intera famiglia ad alcune donne che non avevano nessun legame di parentela con loro. Il figlio maggiore, nonché autore di questo libro, desidera raccontare quel periodo e presentarcele in modo singolare evidenziando il loro grande senso della giustizia.
“… l’onore del mondo non so cosa sia. So soltanto che ti ho voluto bene”
Questo è un memoir dove l’autore rievoca una parte importante, difficile e dolorosa della sua famiglia. Il fulcro di questo racconto non è solo la testimonianza di una pagina della Storia profondamente dolorosa e crudele. Si vuole ricordare e celebrare alcune presenze fondamentali per la sopravvivenza degli Jona, perseguitati e a rischio arresto perché ebrei.
La struttura della narrazione è assai singolare. I capitoli sono quattro, come le loro protagoniste. Ognuna di esse si è presa cura di una parte della famiglia poiché si dovettero dividere per motivi di sicurezza. E’ come se ogni donna, a distanza di anni, fosse impegnata in un dialogo con il ragazzino che prese con sé. Il racconto si sviluppa in prima persona, ogni giovanissimo protagonista osserva ciò che sta accadendo alla sua famiglia e narra della difficoltà di dover vivere una vita diversa da quella che conosceva. Si descrivono contesti differenti, ma i sentimenti sono gli stessi. Preoccupazione per la mamma ricoverata in ospedale sotto falso nome, nostalgia del papà e dei fratelli, ma anche gratitudine nei confronti di chi li ospitava facendoli sentire protetti.