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L’antico amore – Maurizio de Giovanni

 L’antico amore
 Maurizio de Giovanni
 romanzo
 Mondadori
 2025
 cartaceo/ebook
 237

Ci inseguirà per tutto il tempo del romanzo. È la voce di un poeta latino del primo secolo avanti Cristo. È la voce di un condannato all’amore di una donna che l’ha straziato e continua a straziarlo rinnovando la smagliante ossessione di un desiderio inesausto. A quella voce sembrano rispondere le vicende di un giovane professore consumato dalla vita coniugale infelice, dalla vita accademica disertata dagli studenti, ma costantemente acceso dalla passione dello studio e, un giorno, dalla lama di luce che riverbera, a sorpresa, negli occhi di una studentessa. E poi ecco la quotidianità di Oxana, la devota badante moldava che si prende cura del Vecchio, e di lui, svagato e pensoso, riconosce il vento felice di una ossessione che lo sorprende, come dovesse tutto a un tratto essere lama di luce, un limpido verso latino, e amore, antico amore.

Cosa ne pensate del poeta latino Catullo? Vi piace e qual è la poesia che più vi piace?

L’antico amore”, edito Mondadori, è il nuovo romanzo dello scrittore napoletano Maurizio de Giovanni.

Ci ho messo un bel po’ dalla fine della lettura all’inizio della stesura della recensione, perché parlarvi di questo libro è veramente difficile.

Parlarvi di Maurizio de Giovanni e delle sue parole è veramente impossibile.

Come faccio a farvi comprendere effettivamente cosa io abbia provato durante la lettura, se Maurizio è riuscito appieno a descrivere così soavemente un sentimento così bello e complesso come l’amore?

Già l’amore. Avete capito bene. Il maestro dei gialli quest’anno ci ha voluto sorprendere, un classico colpo di scena lo definirei: niente assassini, niente sangue, niente mistero, ma solo e soltanto semplice amore.

Devo confessarvi che la sinossi non rientrava nel mio genere di romanzo ed è stato per questo motivo che avevo deciso di non leggerlo, sino al giorno in cui un amico mi scrive e fa: “Lo sai? La protagonista del libro si chiama Anna e ha gli occhiali. Proprio come te”. Lo sappiamo tutti, ognuno di noi prova a ritrovare se stesso nelle pagine dei libri, cerca un appiglio, un qualcosa che possa dire: “Caspita, ma io sono come lei/lui”.

Ed eccomi qui. Dopo quella frase detta dal mio amico, non potevo di certo esimermi dal leggere il libro. E posso confermarvi che è un vero e proprio capolavoro editoriale. L’ho terminato in una settimana, è stato un qualcosa di magmatico, ipnotico.

Più De Giovanni parlava, scorrevano le parole, le pagine e i capitoli ed io più ero attratta, isolata completamente dal mondo: forse è questo ciò che fa l’amore?

“Io ce l’avrei fatta a sopravvivere, non ci fosse stata la notte. Ce l’avrei fatta, non ci fossi stata tu. Perché di notte cambia tutto. Di giorno senti che il tempo si riempie. Incontri i parenti, gli amici: parli, ascolti, bevi. Puoi anche solo metterti ad ascoltare i rumori della strada”

L’antico amore” si sviluppa in due archi temporali: passato e presente.

Il passato è rappresentato dal poeta latino dell’amore Catullo; il presente invece dalla storia di vita di un vecchio che ha una mania: scrivere lettere d’amore e poi romperle in mille pezzi. Gettarle via. Accanto a lui c’è la figura di Oxana, una badante bionda che sin dal primo giorno gli è stata accanto, prendendosene cura, ma anche ascoltando le storie che lui le racconta e facendone tesoro.

Poi c’è un giovane professore universitario, sposato e con dei figli. Conduce una vita tranquilla, crede nella sua professione e si arrabbia quando vede che a lezione tutti fanno tutto fuorché ascoltare le sue lezioni. Tra i tanti studenti però c’è lei, sì, Anna con gli occhiali.

Ed è forse questo l’inizio di tutto o forse la fine di tutto: dipende dai punti di vista.

“Mi pare di vederti chinare la testa di lato, come fai quando vuoi incantare, ammaliare (quante volte te l’ho visto fare, senza vergogna, anche davanti a me, come se non fossi stato anch’io l’oggetto della tua seduzione, come se non fossi stato in grado di leggere i pensieri che ti attraversavano la testa!). Mi pare di vederti fare quello schiocco con la bocca, a significare perplessità, stringerti nelle spalle e infine uscirtene con un: “Che vuoi che ne sappia, io? Ognuno è proprietario del proprio futuro” – L’antico amore

E come direbbe Adriano Celentano: “Io non so parlar d’amore, l’emozione non ha voce“. Ed è vero, l’emozione a volta non ha voce. L’emozione ti fa compiere scelte azzardate, avventate e pericolose, ma in fondo; non è questo il bello dell’amore?

La vita del professore verrà stravolta e forse non soltanto la sua.

E se per tutta la lettura abbiamo scoperto uno scrittore dolce, poetico, che vive d’amore, sul finale ritroviamo la sua vera essenza: perché il finale lascia un colpo di scena incredibile e impensabile.

Ma è anche il finale che ti costringe a tirare fuori le lacrime e a domandarti effettivamente: Ma cosa siamo?

Un libro che ti porta adrenalina, sentimento, emozione, amore, ma soprattutto ti fa riflettere sul senso della vita. E su quanto essa sia bella. Complicata ma bella.

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