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Il talento della rondine – Matteo Bussola

 Il talento della rondine
 Matteo Bussola
 romanzo contemporaneo
 Salani Editore
 4 giugno 2025
 Cartaceo, ebook
 208

Brando è nato per la danza. Corpo perfetto, movimenti che incantano. Sua madre ha cucito su di lui un sogno preciso, che forse gli va troppo stretto. Ma quando il mondo tace, Brando disegna. Disegna per sentirsi libero, per correre incontro alla sua vera essenza.
Ettore è l’opposto. La danza non lo ha scelto, lui l’ha strappata al suo corpo con ostinazione e fatica. Ogni passo è una sfida, ogni errore un colpo incassato. Suo padre non capisce, ma Ettore continua a danzare. Perché lottare è tutto ciò che conosce.
Ettore però ha anche un talento naturale. Disegna con istinto e grazia, come se fosse la cosa più semplice al mondo. Brando lo vede. Lo invidia, quasi. Perché mentre lui cerca la libertà nel disegno, Ettore la possiede senza sforzo.
Sono così simili, Brando ed Ettore, molto amici e un poco rivali. Ma poi c’è Mirta, che arriva come un temporale d’estate, e li vede, li comprende. E portando scompiglio e allegria li costringe a guardarsi davvero, e a ripensare a tutto quanto…
Brando, Ettore, Mirta. La danza, il disegno, l’amore. Qual è il vero talento? Quello che ti è stato dato o quello che scegli di inseguire, contro tutto e tutti?
In una coreografia dove tutto si tiene, Matteo Bussola intreccia movimenti e desideri in un crescendo di emozioni. Perché forse il vero talento è trovare il proprio passo e condividerlo con chi si ama

È sempre sorprendente scoprire come Matteo Bussola, in una storia tutto sommato piuttosto breve e in apparenza semplice come “Il talento della rondine” (Salani editore), riesca a esprimere un tale corollario di emozioni.

“Il talento della rondine” è un romanzo di disarmante dolcezza, ma anche commovente, brillante, toccante. L’autore tratta, come sempre nei suoi romanzi, temi delicati come la fatica di crescere, compiacere i genitori e le loro aspettative per sentirsi amati, accettati; i sacrifici per perseguire i propri obiettivi, l’amore che arriva e scombussola la vita dei ragazzi, l’amicizia e le difficoltà di mostrarsi per chi si è, quello che si sogna o desidera.

“Ma c’è sempre un momento, nella nostra vita, in cui scopriamo che la verità non è quella che ci hanno raccontato fino a lì. In cui capiamo che nel punto esatto dove una piccola fiammella comincia a crepitare, magari proprio in un posto che non avresti mai detto. A volte quella fiammella può incontrarne un’altra e dar vita a un incendio che divorerà l’intera foresta.

Questa storia parla di quel momento.

O dell’incendio che ne è conseguito.

O di entrambe le cose.”

Veniamo ai nostri protagonisti, Brando, Ettore e Mirta, li vediamo avvicinarsi titubanti e insicuri, seguivamo la loro amicizia, l’appoggio costante, le risate e qualche lacrima perché “Il talento della rondine” è la loro storia ma anche quella di tutti noi, anche solo un po’, e il percorso che trasforma un adolescente in un adulto è sempre travagliato, ricco di ostacoli

La rondine, la luce e la farfalla per Matteo Bussola

Brando è la Farfalla, quando danza è poesia e leggiadria, questa disciplina ce l’ha nel sangue, ha assecondato la sua predisposizione fisica per compiacere la madre. Danzare gli viene facile come respirare, ma la danza non è il suo sogno, lo è disegnare ma quello non gli viene facile per niente.

Ettore è la Rondine, non è nato con un fisico adatto per la danza, ma è ostinato, forse incosciente, sicuramente coraggioso nel seguire il suo sogno.

Mirta è luce, un vulcano di energia dai capelli rosa, attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica riesce a cogliere le emozioni. E infatti li vede: Brando è luce, Ettore ombre, diversi, ma entrambi danzano e tolgono il fiato.

La Farfalla e la Rondine, lo yin e lo yang, stili e corpi differenti, leggerezza vs potenza ma quello che mi lega è un’amicizia che si fa sempre più stretta.

“E quindi d’un tratto iniziarono a incontrarsi là, in quella piccola palestra, la Farfalla e la Rondine, due modi opposti di stare nel mondo, due visioni diverse, antitetiche, della danza.”

Tra allenamenti estenuanti, sogni, cadute e inciampi, problemi familiari, lacrime e risate, Matteo Bussola ci narra una storia delicata, in cui a essere protagonista non è la danza, ma l’amicizia, fil rouge di tutta la narrazione. Attraverso capitoli brevi l’autore ci coinvolge nella vita dei suoi personaggi, la sua scrittura è semplice e diretta, brillante e ricca di colori accesi. Matteo Bussola accarezza con la penna, lo fa con una sensibilità disarmante, senza filtri o effetti speciali. Ogni emozione è disegnata con tratti intensi, ricchi di sfumature, ogni emozione ci arriva dritta all’anima.

“La danza è prima di tutto uno stato dell’ anima.”

Amo molto come l’autore riesce a scrivere storie perfette per tutti. Tra queste pagine possono trovare in po’ se stessi adulti e ragazzi, chi sta cercando il coraggio per vivere il suo sogno, chi quel sogno lo ha già realizzato e l’ha chiuso in un cassetto, per sempre o provvisoriamente. Non è facile riuscire ad arrivare al cuore e all’anima di un universo variegato di lettori, Matteo Bussola ci riesce e ogni volta lo fa in maniera incredibile.

“Aveva solo voglia di accogliere la propria paura, sentirla sulle braccia nelle gambe nello stomaco, una nota che poteva farlo vibrare come un violino e non più un allarme che gli paralizza la schiena.”

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