
Il male per una buona causa. L’idealismo pervertito
Isabella Merzagora
Saggio
Raffaello Cortina Editore
15 novembre 2024
Cartaceo
232
Hitler nel “Mein Kampf” scrisse del “dovere sacro” di sterminare gli ebrei; il presidente del Ruanda definì un “dovere collettivo” il massacro dei tutsi; “Si fanno cose terribili e necessarie” affermava uno degli assassini di Aldo Moro; “Per creare un uomo nuovo bisogna distruggere quello vecchio” gli farà eco un neofascista responsabile di decine di omicidi. Per il terrorismo di ispirazione religiosa la violenza è ancora un “dovere sacro”, per al-Banna un “obbligo imposto da Allah” e per Bin Laden il “dovere personale per ogni musulmano”. Non molto diverso il terrorismo che vorrebbe ispirarsi al cristianesimo, e che spesso si lega al suprematismo bianco, per il quale la ricostruzione dello Stato in termini teocratici è un “obbligo morale”, un God-given task. Persino complottisti, mass murderer e serial killer fanno riferimento al dovere. Con “idealismo pervertito” si intende il convincimento che talune azioni malvagie siano opportune laddove commesse in nome di un ideale ritenuto giusto: il proprio Dio, la salvaguardia della propria libertà, del proprio popolo, della vita propria e di chi non è ancora nato. Ma chi definisce il male? E chi la giustezza della causa?
In questo mirabile saggio: “Il male per una buona causa. L’idealismo pervertito” (Raffaello Cortina Editore), la professoressa Isabella Merzagora ci fa riflettere sull’idea che il male possa essere giustificato in nome di un ideale percepito come superiore: il concetto dell’idealismo pervertito, un tema complesso che attraversa vari ambiti del sapere umano.
C’è da chiedersi se sia meglio avere un ideale che poi si perverte o non averne nessuno.
Attraverso la storia, la criminologia, la psicologia sociale e la politica, emerge un quadro complesso di come gli ideali possano essere distorti per legittimare azioni altrimenti inaccettabili. Comprendere questi meccanismi è essenziale per prevenire il ripetersi di tali eventi e promuovere un mondo in cui i valori umani siano rispettati in ogni circostanza.
Sono moltissimi nella storia gli esempi di individui o gruppi che hanno giustificato azioni malvagie in nome di un ideale ritenuto superiore. Gli studi sui crimini di guerra e sui crimini di odio mostrano che gli individui possono essere persuasi a vedere le loro azioni come necessarie per il bene comune o per la protezione di un gruppo di appartenenza.
“Qui non si tratta semplicemente di rifiutare le norme, bensì di sostituirle con altre reputate eticamente superiori.”
L’idealismo pervertito può anche essere spiegato come un fenomeno in cui l’entusiasmo per un’idea o una causa viene distorto fino a giustificare atti estremi, inclusa la violenza. Questo tratto distintivo fa sì che il fanatismo non solo venga accettato, ma addirittura elevato a un sistema etico autonomo.
Analizzando, tra gli altri, vari aspetti della psicologia sociale, l’autrice ci spiega come, ad esempio, il fenomeno della deumanizzazione giochi un ruolo cruciale; quando un gruppo percepisce gli altri come meno che umani, diventa più facile giustificare azioni malvagie nei loro confronti.
“…l’ingiustizia non solo è dannosa in sé, ma genera il male e qualche volta spinge al male i più generosi o i più coraggiosi.”
In ambito politico, l’idealismo pervertito può essere utilizzato come strumento per consolidare il potere. Leader autoritari spesso sfruttano ideali superiori distorcendoli a loro convenienza per giustificare politiche repressive, presentandole come necessarie per il bene della nazione o dell’umanità. Tema, questo, già affrontato dalla Professoressa Merzagora in un suo precedente saggio, di cui potete leggere la recensione: “La normalità del male”.
Prevenire il ripetersi degli errori del passato richiede una vigilanza costante e un’educazione che promuova il pensiero critico. È essenziale educare tutti i cittadini, fin da piccoli, a riconoscere quando gli ideali sono distorti e a difendere i valori umani autentici. Solo attraverso la consapevolezza e l’impegno collettivo possiamo costruire un mondo dove i valori umani sono veramente rispettati e protetti.

Isabella Merzagora è professore ordinario di Criminologia all’Università degli Studi di Milano e presidente della Società italiana di criminologia. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Uomini violenti (2009), Colpevoli si nasce? (2012), Lo straniero a giudizio (2017), La normalità del male (2019), Introduzione alla criminologia (2023) e Il male per una buona causa (2024).